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Storia di uno studente fuori sede

by Simona Aquilano in Artigianelli, Residenze Universitarie

Dal periodico “La Gazzetta degli Artigianelli“, riportiamo la testimonianza di uno studente ospite della Residenza Universitaria Artigianelli.

«Ogni studente fuori sede, allontanandosi dalla residenza dei genitori, ha bisogno di un posto dove dormire, studiare (sì, tra le intenzioni di partenza c’è anche questa), mangiare e ripararsi dal freddo. Gli studenti, perciò, vanno a vivere in branchi, già formati, tra specie della stessa località di provenienza, oppure in gruppi di sconosciuti: normalmente ciò avviene in confortevoli appartamenti, prima che, a causa delle brutali trasformazioni dovute allo stile di vita rude dei loro occupanti, l’aggettivo “confortevoli” assuma una connotazione francamente ilare.

Tra tutti gli esemplari che invadono le città universitarie ci siamo noi, membri speciali, che abbiamo ricercato qualcosa di più di un semplice appartamento. E così, lo zootropolis Artigianelli ci ha aperto le sue porte, e i capi branchi Simone per il team OrsOrganizzazione e Remo per il team VolPsicologico hanno accolto le nostre animalesche membra.

Vi delizierò raccontandovi qualcosa di questo magico luogo: attualmente siamo trentacinque ragazzi; siamo divisi in stanze da due, in comune abbiamo la cucina, la sala studio e una sala in cui c’è uno strano aggeggio da cui vengono emesse immagini e suoni, quando si preme un piccolo tasto (chissà se l’evoluzione della specie renderà possibile la conoscenza di quell’oggetto che alcuni chiamano Televisore). Ogni esemplare ha un talento speciale nell’arte dello sporcare e mettere in disordine, ma quando si deve combattere contro malvagi mostri come la polvere, gli acari e i batteri la paura di affrontare la situazione si fa terribile. Per fortuna, il capo branco Simone, su suggerimento del capo branco Remo, ha tranquillizzato i ragazzi mettendo a disposizione un sistema di pulizie due volte a settimana (devo dire molto efficiente).

Infine, mi sembra opportuno sottolineare come lo studente fuori sede subisca sin da subito delle profonde modifiche nel metabolismo, per le quali riesce a sopravvivere nutrendosi di pochi essenziali alimenti: nello specifico, l’idratazione è garantita principalmente da caffè, Coca Cola, Redbull, birra, tisane dal sapore abominevole; l’acqua, infatti, non è riconosciuta dallo studente fuori sede come elemento essenziale alla vita, e per tale ragione è stata abolita.

Per quanto riguarda il cibo, invece, le esigenze sono soddisfatte dall’amorevole azione della chioccia Antonietta e della filosomamma Simona: la prima si occupa di accumulare provviste e di saziare i palati più famelici durante le lunghe cene invernali; la seconda accoglie tutti gli animali di prima mattina, così da dare la giusta carica e augurare una buona giornata a tutti i suoi rudi animaletti.

Non per essere di parte, ma a me sembra che il Collegio Artigianelli sia una delle migliori residenze in circolazione».

Francesco Serrago